Bagnolo Mella
Brescia
Caino
Concesio
Corte Franca
Costa Volpino
Erbusco
Flero
Gambara
Lavenone
Lonato
Lovere
Lumezzane
Marone
Nave
Ome
Palazzolo sull’Oglio
Rogno
San Zeno Naviglio
Torbole Casaglia
Travagliato
Trenzano
Verolanuova
Villanuova sul Clisi
Le Pievi

La chiesetta, costruita come ampliamento di un precedente Oratorio, fa parte dell’antichissima tradizione delle chiese rustiche ad aula unica, che dall’arte romanica continuò fino alla fine del Cinquecento, vero e proprio anello di congiunzione con il Rinascimento. La chiesa ha un impianto ad aula unica, costruito su due campate di eguale luce e lunghezza e termina in un’abside a pianta quadrangolare. Lungo il fianco del fiume si trova il campanile di pianta quasi quadrata. La facciata, molto semplice, è caratterizzata da un portale in pietra dalle linee semplici ed essenziali e da due finestrelle orizzontali dotate d’inferriate. Sopra il portale d’ingresso un finestrone semicircolare sostituisce il rosone e illumina l’interno, dove l’unica aula ha una copertura a capanna sorretta da un arcone trasversale e con l’orditura lignea a vista. All’ingresso del presbiterio, sulle pareti aell’arco trionfale sono collocati i due dipinti raffiguranti a destra San Pietro e sulla parete sinistra Sant’Andrea con la tipica croce. L’abside quadrangolare è coperta da una volta a crociera con decori a fasce e candelabre bicolori: in ogni spicchio della volta sono raffigurati gli Evangelisti e ai loro piedi si vedono dei Cherubini. Tutt’intorno ai tondi bellissime decorazioni a grottesche monocrome. Al centro, punto d’intersezione dei costoloni, nel tondo della chiave di volta è raffigurato Cristo Pantocrator.

Più informazioni: La chiesa di Valverde dopo i restauri, a c. L. Pasini – M. Zane, 1998

Da pre-vallium, davanti alla valle o dal nome personale romano Prandalius. Nel XII era chiamato Prandalii. È costituito da una serie di località sparse sulle pendici del Monte Renico. Scarse le informazioni sull’antico borgo; i primi insediamenti si ebbero sicuramente in epoche lontane. Si resse autonomamente da Villanuova sul Clisi. Nel 1610 il da Lezze scriveva: "Prandalio, terra in monte confina con Valle Sabbia, con Boarno di Riviera, non più lontano di due miglia e mezzo da Gavardo, de fuoghi n. 60, anime 400 de quali utili 120, di circuito di un miglio confinando anco con Villa nova, Sopraponte et Valio. Si estende il territorio per per lunghezza mezzo miglio et dui per larghezza essendo la campagna magra per essere in monte, et di poco utile, facendosi però buon vino et li campi più buoni valgono L. 300. Vi sono qualità di boschi, dove si cavano legne da far carbone d’abbruggiare et da opera, si chiamano la Selva, summano in tutto piò n. 1000et la campagna arrativa è di piò n. 400 di raggione del Commun et de particolari". Il da Lezze ricorda, tra i contadini principali i Pasoni, i Tubini, i Palii, "non vi sono nobili che habbino beni in questo territorio. Chiesa di S. Filastrio curata da un prete con entrada de 10 scudi cavati dalla campagna. San Pancrazio, officiata qualche volta, chiesa piccola fuori dalla terra un miglio. Chiesa della Madonna della Neve (…). Un molino con tre ruode del Commun, posto sopra le acque del fiume Chies, che passa d’appressola terra. Una rassegna di raggion come sopra". Il da Lezze segnala le chiese della borgata, sicuramente parte della pieve di Gavardo. La parrocchia nacque probabilmente nel XVI secolo. Antico il santuario della Madonna della Neve, di linee semplici, attribuibile al XV secolo. Il primo ricordo della chiesettasi trova negli atti della visita apostolica del vescovo Bollani compiuta nel 1466. Il Guerrini ipotizza che sia stato eretto sopra una piccola grotta a difesa della Vallesabbia. La parrocchiale di S. Filastrio fu consacrata nel 1546, e forse sistemata nel Seicento, come si può osservare dalle linee architettoniche.

gli Artisti
Autori
gli Eventi
i luoghi
i libri
Contatti
 
edizione 2005
edizione 2006
edizione 2007
il Calendario