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Nel 1610 i frati Cappuccini di Corzano, forse per sfuggire alla malaria, si spostarono in una località limitrofa alla Pieve dove fecero erigere una nuova chiesa spostandola a est rispetto a quella precedente (la Basilica Alba) che fu chiamata chiesa di San Michele conosciuta oggi anche come chiesa del Convento. Accanto alla nuova chiesa c'era il monastero, anch'esso antico, abitato da alcuni frati cappuccini che vivevano in celle ora abbattute. Ora esiste solo il muro di cinta formato da pietre alternate a ciottoli di fiume. In uno dei quattro angoli della muraglia è stata fatta dipingere, in tempi recentissimi da un devoto, un'immagine raffigurante San Firmo vestito da milite romano. Entrando nel cortile si trovano resti di un muro, avvicinandosi al retro si nota un piccolo forno in cotto dove i frati cuocevano il pane; ci sono anche una legnaia e due porcilaie, anch'esse dell'epoca. La piccola chiesa ha un'unica navata: in essa sono contenuti diversi quadri raffiguranti cappuccini che ebbero secondo la popolazione un ruolo importante nella comunità. Entrando dalla porta di ingresso principale, sulla sinistra è collocato il primo quadro raffigurante San Giuseppe da Leonessa assalito dai briganti che lo martirizzarono appendendolo ad un gancio per una mano e un piede ed accendendo un fuoco sotto di lui. Il secondo quadro rappresenta sempre San Giuseppe da Leonessa salvato dal martirio dagli angeli del Signore. La prima opera è di Giuseppe Fali, mentre la seconda di Luigi Sigurtà; entrambe risalgono al XVIII secolo. Il terzo quadro raffigura San Antonio da Padova con il Bambino ed il Giglio. Il quarto dipinto raffigura l'Immacolata, opera di un Maestro bresciano del XVIII secolo. Di fronte alla pala dell'altare c'è la copia della Madonna in gloria con i santi Michele Arcangelo, Francesco, Nicola e Martino, il cui originale è conservato nella parrocchiale. Accanto all'altare, sulla destra, ci sono due tele: la prima è costituita dal ritratto di Padre Vittorio Pinelli da Cevo, superiore del convento che benedisse questa chiesa nel 1666; il secondo ritratto rappresenta il Beato Serafino di Monte Granaro, laico cappuccino. Alla destra dell'altare si trova il dipinto che rappresenta San Fedele da Sigmaringa (località della Svizzera), martirizzato in Europa ; il dipinto è attribuibile a Luigi Sigurtà ed è stato commissionato nel XVIII secolo. In una cappelletta sono poste due statue: una rappresenta San Antonio con il bue, la seconda rappresenta San Rocco munito di bastone e conchiglia, due simboli del pellegrinaggio.

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