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Le Pievi

L'antica pieve di Nave, dedicata a Santa Maria, ma comunemente denominata Pieve della Mitria, appare come un vero e proprio puzzle di strutture, di ampliamenti e di rifacimenti che si intersecano con gli interventi decorativi succedutisi, spesso in modo apparentemente disordinato, nelle diverse epoche della sua lunghissima esistenza. La convinzione, abbastanza generalizzata, che lo strano nome rievochi - nel luogo della pieve - un antichissimo culto al dio Mitra, è infondata visto che il nome è sicuramente documentabile soltanto in epoca molto tarda (secolo XVIII). Più probabile invece, ma non comprovabile, che il nome derivi per metonimia dalle insegne episcopali dipinte sull'ingresso di una locanda, aperta nei pressi della pieve, quando ormai l'edificio di culto aveva perso la sua funzione ecclesiastica. Inequivocabile invece la sua antichità, contenuta già nel titolo di pieve che rimanda all'epoca di Carlo Magno, ma che sicuramente è molto anteriore, databile addirittura, come chiesa battesimale, alla prima espansione delle esperienze cristiane al di fuori delle mura di Brescia, quindi al V o, al massimo, al VI secolo. Il primo nucleo dell’ attuale edificio sorse, probabilmente, sui resti di un edificio sacro pagano, che doveva trovarsi al centro dell’ antico, anche se non molto esteso, pago romano. L’edificazione della chiesa originaria potrebbe essere avvenuta proprio in coincidenza con la cristianizzazione della nostra Valle, ossia qualche decennio dopo il Mille, mentre nel XII secolo, nella solitudine del monte Conche, sarebbe vissuto S. Costanzo Eremita, soldato convertito e divenuto in seguito santo.
Il complesso architettonico è vario: vi è la chiesa, che, comunque, ne costituisce la parte più rilevante e caratteristica; c’è il campanile, alto 25 metri e dominante sia la piana di Nave che la Valle del Garza; infine, sul lato ovest, verso Nave, sorge un corpo di fabbrica che era, un tempo, la canonica, ossia l’abitazione del sacerdote, e lo xenodochio, una sorta di ospizio per i viandanti e di ospedale per gli ammalati. Non dimentichiamo che, nei periodi in cui infuriava la peste, piuttosto frequente nei secoli passati, la Pieve ha svolto anche la funzione di lazzaretto. Basta visitare l’ossario, appena entrati a sinistra, per rendersene conto. L’altra grande suggestione della Pieve, dopo quella che deriva dalla sua collocazione in un luogo ancora indenne e originario, è costituita dagli affreschi, una storia nella storia. Realizzati da mani diverse, per lo più ignote, raccontano fatti ed episodi che devono aver estasiato gli occhi e la mente dei fedeli e dei pellegrini che sostavano nella penombra dei tempio. E la chiesa ne è molto ricca.

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