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Giacomo Onofrio è nato e cresciuto in una compagnia girovaga, quella del teatro dei burattini, protagonisti dei sogni di intere generazioni. Fu il nonno Giacomo a fondare a Carpenedolo, nel lontano 1925, il teatro dei burattini “Onofrio” e l’attività continuò con papà Giuseppe, che dovette poi lasciare il suo Teatro dei Fantocci Onofrio, a malincuore, a causa di una grave malattia. Giacomo, allora diciassettenne, non si sentiva pronto per “entrare in scena” e svolgere il lavoro di burattinaio. Ci volle tempo, tenacia, passione per arrivare al debutto nel 1977; calcare il palcoscenico della vita di artista-burattinaio per la prima volta con la baracca di velluti rossi di famiglia. Con l’aiuto di Albertina, la moglie, quello che era iniziato quasi come hobby diviene passione e lavoro. Recuperando quello che era andato perduto, ricostruendo da zero quello che mancava, divenuto abile con scalpello ed ago da cucito, Giacomo inizia a intagliare con le proprie mani i burattini; amalgamando vecchi trucchi del passato e innovazioni tecnologiche del presente per ottenere nuovi e burattini, scenari, tre nuove baracche da installare nei disparati luoghi e situazioni. Alla missione di ridar vita al teatro si sono aggregati via via parenti e amici; battute e scenette che il nonno non aveva mai messo per iscritto hanno ripreso magicamente vita e, infine, la sorella di Giacomo scrive per lui le cinque commedie che costituiscono il cardine del repertorio. “Amiamo questo lavoro” dice Giacomo “e cerchiamo sempre di migliorarlo. Sono anni ormai che insieme a mia moglie ed io vaghiamo per le piazze, i teatri, le scuole a riproporre uno spettacolo popolare che affonda il suo animo nello spirito autentico del teatro d’animazione, cresciuto man mano con la passione, eredità di saggezza che non è venuta mai a mancare”. Un’esistenza che procede così tra uno spettacolo e l’altro, mentre l’amore per i burattini ed il rispetto per il pubblico stanno alla base di rappresentazioni sempre eseguite dal vivo, come vuole la più genuina tradizione popolare. Il suo più recente allestimento, La festa ghèra le stele che le sberlùsigaa, inserito nella Rassegna Natale nelle Pievi, sarà proposto in varie date nel mese di dicembre: il 12 a Gardone Valtrompia (Cinema Teatro Inzino, ore 20.30); il 13 a Gussago (Sala civica Togni, ore 20.30); il 20 a Travagliato (Teatro comunale Pietro Micheletti,
ore 21) e il 21 a Montichiari (Centro diurno Casa Bianca, ore 16).
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