 |
 |
|

“Descrivere la nascita e la mission della nostra Associazione” dice Gigi Bonomelli, presidente “necessita della comprensione delle difficoltà di vita che la gente delle zone decentrate, diciamo pure montane, deve sopportare e supportare”. E non ci si riferisce alle difficoltà per la sopravvivenza, o della vita ordinaria cui le amministrazioni già dedicano gran parte della loro attività. “Si parla piuttosto – sottolinea – della difficoltà di dar risposta a tutte le esigenze che interessano la vita culturale e di divertimento di aree da cui la spettacolarità, non diversamente dalla scolasticità, rimane fisicamente distanti”. E così, facendo proprio il detto “Se Maometto non va alla montagna, la montagna va a Maometto”, da oltre dieci anni l’Associazione è fucina e perno di quelle iniziative che, per complicazioni burocratiche, finanziarie, organizzative, rischiavano di non essere mai realizzate.
“In principio” racconta il presidente “abbiamo optato una grande diversificazione operativa, dall’organizzazione della caccia al tesoro per i ragazzi alle manifestazioni di musica estive. Abbiamo però, da sempre, curato con molta attenzione la ricerca nell’ambito etnomusicologico della realtà musicale e di vita della località”. Questa specializzazione ha prodotto alcune pubblicazioni e la realizzazione di due edzioni di un Convegno internazionale dedicato alla musica popolare (notizie all’indirizzo www.bagolino.org) e oggi a la ricerca, soprattutto nell’ambito musicale, porta alla ideazione e alla promozione di progetti la cui finalità è anche mettere in luce, ampliandone l’originaria dimensione “locale”, profili musicali particolari.
“Attualmente, per esempio – riferisce Bonomelli – Onès sta sostenendo la nascita di esperienze musicali diverse, come quella di un gruppo musicale di ragazzi (seguiti da una scuola musicale) di età scolare. Non soltanto: anche la nostra partecipazione al Natale nelle Pievi è l’occasione per noi di realizzare incontri tra esperienze diverse”. Nello spettacolo Dal Filò al Gelindo appare di grande interesse il recupero del Gelindo, tradzionale racconto lirico della Natività e di alcuni brani musicali della tradizione natalizia (ben più rara di quella, notissima, del Carnevale di Bagolino) diffusi esclusivamente nella zona di Ponte Caffaro. “La nostra stessa finalità associativa” conclude il Presidente “ha portato alla convinzione che, dopo più di dieci anni di attività teatrale, fosse giunto il momento di “esportare” quello che veniva costruito in valle nelle realtà più centrali. Abbiamo preso parte a numerosi eventi, anche all’estero, e sul territorio promuoviamo l’attività teatrale mediante la produzione di spettacoli di teatro, nella forma dialettale e nella formula mista di musica-teatro. |