Le aste, Pipo e la Santéla

Testi: Memo Bortolozzi; Matilde Filippini Saleri, Alberto Rigoni,
In scena: Silvio Gandellini; Sara Martina Venosta 
Musica: Gruppo d’archi La Nuova Mèta diretto dal M° Davide Boccardi. Davide Boccardi (violino); Elena Laffranchi (viola); Federico Lugarini (violoncello)
Regia: Pietro Arrigoni
Genere: Teatro di narrazione. Tre racconti con accompagnamento musicale 
Durata: un’ora senza intervallo

Tre autori bresciani, tre sguardi diversi sul Natale, in città e in provincia, tra passato e presente, tra lacrime e sorrisi, mentre i ricordi prendono il colore delle voci dei protagonisti e le vicende narrate, trasportandoci in luoghi dove, forse, è ancora possibile incontrare il sogno. Il racconto di Alberto Rigoni apre a tutto campo sul valore dell’amicizia, in un respiro poetico e velato di leggerezza alla ricerca del senso della vita. Si parla della scuola, i regali di Santa Lucia, del presepe… insomma, di un mondo ampio e curioso nel quale, nonostante la guerra in corso, c’era la forza di affrontare la vita con straordinaria umanità. Le pagine di Bortolozzi inscenano un viaggio nella memoria, lo slancio di una rappresentazione di un preciso momento della sua vita che lo porta ad addormentarsi nella Chiesa la vigila di Natale. Una stella capricciosa brilla sul destino di Maria, studentessa diciassettenne di Brescia, trascinandola in un balletto silenzioso e appartato nella bassa mantovana pronta ad accoglierla, luogo di espiazione e latenza. I genitori vogliono nascondere la sua colpa… ma le ombre si allontanano il giorno del 25 dicembre 1959, nella luce di un altro destino. Scritto da Matilde Filippini Saleri, il racconto è breve e solido nella struttura, con un finale inaspettato che apre alla gioia di vivere… tutto si è svolto attorno ad una piccola Santella fuori paese.