Pisogne – Chiesa di Santa Maria in Silvis

L'affermazione definitiva del Cristianesimo in Valle Camonica con una stabile organizzazione, si ebbe tra l' VIII e il IX secolo con la presenza dei monaci benedettini di Tours, investiti da Carlo Magno, nel 774, di ampi territori nella zona. Sorsero così le pievi di Rogno, Cividate, Cemmo, Edolo e Dalegno.
Nell'ambito della Pieve di Rogno era il territorio di Pisogne, che se ne staccò forse nel X secolo, data l'assegnazione di questa terra al Vescovo di Brescia. Probabilmente in questo periodo sorse l'antica chiesa di Santa Maria in Silvis sul poggio che, allora, doveva essere circondato da una lussureggiante distesa boschiva.
Successivamente il Vescovo, per ingraziarsi la popolazione, concesse alla chiesa il fonte battesimale che era in dotazione soltanto delle pievi principali. La struttura architettonica della chiesa, come ci appare oggi, è il frutto di un rifacimento che segue il modello della pieve rustica ad aula unica, diffusosi nel 400 nel territorio bresciano e in tutta la Lombardia, nonché nelle valli alpine in generale. Nel 1580 l'Arcivescovo di Milano Carlo Borromeo, nella sua visita pastorale in Valle Camonica, voluta per riportare ordine e serietà nel culto e ravvivare il senso religioso, ispezionò , con le altre pievi, anche Santa Maria in Silvis e stabilì vi fossero apportate diverse modifiche interne, tra cui l'imbiancatura delle pareti e la costruzione di una cappella per il fonte battesimale. In Santa Maria in Silvis, al loro arrivo a Pisogne da Roma nel 1714, furono traslate e custodite le spoglie del martire romano San Costanzo, patrono del paese, e qui rimasero fino al compimento della nuova parrochiale Santa Maria Assunta. Durante la prima guerra mondiale la chiesa venne chiusa ed usata per tutt'altri scopi, ma finalmente fu riaperta al culto nel 1929/30.