Rudiano – Chiesa di San Martino

La Chiesa dedicata a S. Martino, Vescovo di Tours, collocata sull’antica Via Francesca percorsa, anticamente, dai viandanti e dai pellegrini, rappresenta, per la popolazione di Rudiano, uno dei più antichi luoghi di riferimento civile e religioso. Essa affonda le sue radici nel pieno Medioevo, tempo in cui si è formato e gradualmente sviluppato il primo nucleo abitativo del paese di Rudiano. Per questi motivi, il restauro conservativo operato in questi ultimi anni ad opera della Parrocchia e dell’Amministrazione Comunale, con un impegno finanziario congiunto piuttosto rilevante, diviene un richiamo alle origini storiche, culturali e religiose della Comunità che potrà, d’ora in poi, essere orgogliosa di avere evidenziato e messo in luce questo piccolo gioiello d’arte e di storia. Il completamento dei lavori di restauro della Chiesa di S. Martino rappresenta una tappa significativa del viaggio intrapreso ormai da alcuni anni alla riscoperta del nostro passato. Questa importante opera di recupero e valorizzazione è stata possibile grazie ad un protocollo d’intesa stipulato tra il Comune e la Parrocchia nell’anno 2004. La Chiesa torna alla comunità con i suoi affreschi sulle volte e sulle pareti, con i suoi intonaci e marmi policromi originali, con i suoi secoli di storia. Questo luogo sacro ci restituisce l’opportunità della riflessione, del raccoglimento e della contemplazione. L’edificio nel suo complesso esterno ed interno si presenta ancora più prezioso a testimonianza della secolare devozione cristiana dei Rudianesi. Il restauro conservativo della nostra Chiesa di S. Martino rappresenta uno sforzo importante, che ha richiesto impegno, tempo e risorse per la nostra comunità del quale dobbiamo essere orgogliosi. Non esistono notizie certe sulla data di edificazione dell’oratorio intitolato a San Martino di Tours (vescovo, n. Sabaria, ora Szombathely, in Pannonia, attuale Ungheria, 316-317-m. Candes, oggi Candes-Saint-Martin, in Turenna, attuale dipartimento dell’Indre-et-Loire, Francia, 8 novembre 397- I funerali furono celebrati l’11 novembre, che divenne giorno della sua ricorrenza). Quel che è certo è che già nel IX sec. d.C., in quell’area venne ritrovata un arca, ovvero un sarcofago monumentale, contenente le ossa di quattro persone legate alla civiltà romana, che per circa due secoli furono venerate come martiri a causa di un errore di traduzione dalla lingua latina del testo dedicatorio riportato su di essa. Le prime testimonianze della presenza di monaci sono da ricondursi ai benedettini della badia di Leno (BS), che ottennero alcune proprietà nel territorio di Rudiano – tra cui la zona di San Martino - e forse, furono proprio loro a costruire un prima cappella dedicata a questo santo. In seguito l’oratorio passò quasi certamente sotto la giurisdizione del priorato cluniacense di San Paolo d’Argon (BG) che, successivamente, si pensa sia stata ceduta all’abbazia di Rodengo (BS). Nel 1472 i beni dell’oratorio di San Martino e di altre chiese campestri del luogo furono uniti per formare un unico beneficio parrocchiale. Nel 1565 il vescovo Bollani venne a Rudiano in visita pastorale e ordinò la distruzione di San Martino, avendolo trovato in cattive condizioni; ma a riprova del forte attaccamento dei rudianesi a questo luogo di culto, furono presentate diverse petizioni che portarono all’emissione di un decreto col quale si concedevano alcuni anni per la ricostruzione, purché i lavori fossero eseguiti con le offerte dei fedeli. Nei secoli XVII e XVIII furono apportate varie modifiche e vennero introdotti diversi elementi: tele, altari, due acquasantiere; fu rifatto il tetto, vennero costruiti due portici ed infine, si costruì il coro. Questo fu il periodo di maggior attività per l’oratorio di San Martino. A partire dal 1810 divenne cappella cimiteriale in conseguenza all’attuazione di alcune leggi che imponevano la costituzione di cimiteri lontano dai centri abitati (fino a quella data le sepolture, infatti, erano avvenute all’interno delle chiese o nell’area del sagrato) e facevano si che la parrocchia diventasse il punto di riferimento della vita religiosa. Gli stravolgimenti più importanti si ebbero invece negli anni ’50 del XX sec., quando, a causa dei lavori di costruzione e poi di ampliamento del cimitero, venne murata la facciata, l’ingresso principale fu spostato dalla parte opposta ed una volta a botte sostituì il caratteristico abside semicircolare con catino; ma soprattutto, venne mutato l’orientamento dell’edificio (che come tutti gli edifici del culto cattolico dell’epoca era orientato verso est, perché si potesse pregare rivolti a Gerusalemme). Furono ricavate due cappelle per la sepoltura di sacerdoti e suore e venne abbattuta la struttura chiamata ‘monasterolo’, di cui restavano ancora alcune stanze ed un portichetto laterale ove risiedevano il sacrista e la sua famiglia. Grazie a questo importante intervento di restauro, iniziato nell’anno 2004 e giunto recentemente a compimento, la Chiesa di S. Martino riassume la sua compiutezza sia come luogo di culto che come bene storico, artistico e monumentale.