
L'antica Chiesa di Santa Chiara ha pianta centrale, con abside semicircolare rivolta ad est mentre le pareti interne sono sottolineate da quattro grandi arcate su pilastri. L'annesso monastero, che accoglie in clausura le Figlie di S. Chiara d’Assisi dall’inizio del ‘500, è costituito da due ali ortogonali: quella a nord è la continuazione dell’omonima chiesa e si affaccia sul giardino con tredici arcate; quella ad ovest, invece, è addossata al muto di cinta (su via Martinoli) e si apre sul giardino con undici arcate. La cappella di via Martinoli ospita la Via Crucis ed artistiche vetrate ispirate al “Cantico di Frate Sole” di Costantino Ruggeri; da vedere inoltre la pregevole pala di Sebastiano Conca di Gaeta, donata dal loverese don Agostino Lollio Camotto, cameriere del Sommo Pontefice Innocenzo X, nel quale è raffigurata S. Chiara con uno stuolo di monache nell’atto di ricevere una donazione dal Camotto. Nel 1643 le monache incominciarono ad ingrandire il monastero e costruire una loro nuova chiesa, che fu consacrata nel 1652. Nel 1798 il monastero subì la soppressione napoleonica e le monache andarono incontro a varie vicessitudini, che si conclusero nel 1897 quando poterono recuperare definitivamente il loro convento. Negli anni 1973-75 è stato deciso di ristrutturare l’edificio del monastero e di venderne una parte, cioè quella comprendente i locali del noviziato e l'abitazione del cappellano.