Caino – Parrocchiale di San Zenone




Già definita “piccolo scrigno settecentesco”, si erge alta sul paese e vi si può accedere, oltre che da via Folletto, direttamente dalla piazza sottostante tramite una bella scalinata in pietra di ben 109 gradini. Di una chiesa primitiva, dedicata a S. Zenone ed ubicata nella stessa contrada, poi ampliata ed abbellita nel 1625, si ha notizia in numerosi documenti del XVI secolo e restano alcuni elementi architettonici datati 1503, 1599, 1600. Su di essa fu riedificata nel 1730 l’attuale parrocchiale “ tempio che, dalle bellissime linee architettoniche con capitelli, cornicioni, lesene, stucchi e medaglioni nella volta, è autentica opera d’arte del ‘700”. La chiesa conta quattro cappelle laterali i cui altari e soase sono di marmo intarsiato. Nel presbiterio meritano attenzione il coro ligneo e le belle balaustre di marmo. L’altare della SS. Croce custodisce una insigne reliquia della S. Croce, donata dai nobili Valotti e numerose teche preziose e cassette contenenti varie reliquie di santi, tra le quali la mano sinistra di S. Costanzo. Gli affreschi della volta richiamano, per somiglianza di soggetti e d’esecuzione, quelli della parrocchiale di Borgasatollo eseguiti da Pietro Scalvini. Si tratta di quattro grandi scene centrali dedicate a Melchisedec, al Sacrificio di Isacco, a Ester e Giuditta. Vi sono inoltre rappresentati gli evangelisti e i santi Gregorio Magno, Agostino, Filastrio e Gaudenzio. Una balconata di legno marmorizzato ospita l’organo, opera del noto organaro Giovanni Bianchetti (1904). All’esterno il campanile, già edificato su disegno del Vantini, venne alzato e dotato di una nuova cupola su progetto dell’ing. Castighi nel 1961. L’interno della chiesa è dominato dalla pala dell’altare maggiore “opera principe per ariosità, vivezza di colori, ispirazione devota ” di Giambettino Cignaroli (Verona 1706 - 1770). Si tratta di olio su tela centinata (cm 400 x 200) restaurato nel 2001 da R. Seccamani.
Il dipinto raffigura la Vergine seduta su un alto basamento in atto di reggere con la mano destra un libro e di sostenere, con la sinistra, il Bambino. S. Zeno è inginocchiato al centro della pala mentre a sinistra sono raffigurati, in primo piano, due angeli maggiori che recano il turibolo e un’ampolla. Altre due figure si ergono ai lati dell’altare: un vescovo e un sacerdote, che la tradizione identifica con il Cardinale Querini e con il parroco don Ghedi. L’assegnazione del dipinto al Cignaroli si deve al Bevilacqua (non è mai stata messa in dubbio). Al maestro appartengono l’impianto rigorosamente classicista, le forme compatte e ben disegnate, il rilievo plastico ottenuto con ombre intense. L’ambientazione è classicamente scandita nel fondo da un ampio arco, impostato su pilastri, aperto sul cielo, un modulo compositivo frequente per l’artista. Un disegno preparatorio della pala è presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e reca in calce lo scritto : “Vergine e San Zenone - Chiesa Parrocchiale di Caino”. Il disegno presenta una sola differenza rispetto al dipinto ed è relativa al gruppo della Vergine col Bambino, qui più raccolto, con la Madonna che sembra chinarsi verso il figlio.