Un Solo Giorno...

Prefazione:

Fotografie Rosetta Zampedrini

Progetto: La partecipazione al progetto di scrittura Natale nelle Pievi 2008 è stata dettata dalla volontà di offrire ai detenuti della nostra città la possibilità di attraversare quel ponte che separa quanti vivono “dentro” da  coloro che vivono “fuori”,  in una circostanza che, per sua stessa natura profonda, recita il dissolvimento di ogni barriera in un ideale abbraccio di tutta l'umanità.
Nessuna velleità pertanto di realizzare un'opera teatrale, né di scoprire o creare artisti, poeti, scrittori, attori, ma semplicemente offrire a chi vive nell'ombra, ai margini della vita stessa, l'opportunità di affidare alle ali della parola le proprie emozioni per farle volare libere oltre le mura.
Non senza timore si è proposta una riflessione sul Natale a coloro che lo devono trascorrere lontano dai valori che esso esalta....la famiglia prima di ogni altro, tuttavia la consapevolezza della  profondità di ogni animo ha guidato tale scelta.
Opportunità come questa permettono a chi vive la realtà del carcere di coltivare quelle capacità di introspezione che esperienze drammatiche possono seppellire nel profondo e di scoprire quella ricchezza, per troppo tempo celata, che ognuno possiede. Di fronte alla possibilità di dar voce a ciò che ognuno custodisce nel cuore, molti di loro rispondono con l'entusiasmo e la semplicità di un fanciullo che per la prima volta posa lo sguardo su una realtà sconosciuta ed allora sorge la volontà di riprogettare se stessi, di recuperare quei valori che essi credevano ormai sepolti.
Attribuisco un grande valore artistico a quanto essi hanno saputo realizzare, non certo perché risponda a precisi canoni letterari, quanto perché spontaneità, immediatezza, semplicità e profondità ne sono le caratteristiche....nessun dubbio perciò sul risultato finale che vedrà anche la creatività di coloro che affidano alla musica e al disegno la propria ricchezza.

Prof.ssa Donatella Giordano
Corso integrato ITG “N. Tartaglia” – IPSIA  “M. Fortuny”

Chi è Flavio Emer? Prima di poterlo incontrare a scuola , abbiamo conosciuto Flavio attraverso le sue pubblicazioni ... ed è stato un incontro d'anime! Le sue singolari opere – “Il mio cielo è diverso”, “Il Corponauta”, “Sensi in-continenti” – costituiscono un intrigante viaggio attraverso la quotidianità della vita filtrata nei suoi molteplici aspetti da una sensibilità straordinaria. Addentrarsi nella vita con Flavio è come entrare in un gigantesco caleidoscopio attraverso la porta che si cela aldilà dell'apparenza. Per lui non esiste cosa alcuna che sia scontata, insignificante, monocromatica, ogni più piccolo aspetto è un’affascinante incognita da svelare.
Le passioni che danno “movimento” alla sua vita, oltre al rincorrere il libero volo dei suoi pensieri, sono i viaggi e le amicizie: “Mi interesso a molte cose, su tutte il viaggiare ... Amo analizzare gli aspetti della vita quotidiana dal punto di vista della disabilità e mi domando se essa sia una condizione del vivere o dell'essere ... Lascio per ultima la mia passione maggiore: quella delle amicizie, dei rapporti interpersonali e della costruzione di ponti tra me e gli altri.
Faccio mia la felice espressione di Enza Consul: «L'amicizia è plurale, i miei amici sono singolari»”.
Flavio Emer è stato ospite degli studenti del carcere di Canton Mombello e di Verziano a conclusione di un percorso di lettura delle sue opere (scritte grazie all'utilizzo di un computer a dettatura vocale): difficile esprimere l'intensità, la forza, le emozioni di un incontro che ha lasciato in ognuno una vera ricchezza, ulteriormente impreziosita dalla sua collaborazione a questo progetto.

La scuola a cui si fa riferimento è quella attiva presso la Casa Circondariale di Canton Mombello e la Casa di Reclusione di Verziano, dove sono presenti con i propri corsi di studio l’ITG “N. Tartaglia” e l’IPSIA  “M. Fortuny”.