È Natale: partiamo da qui?
"La sola cosa di cui si è certi a proposito della natura umana è che essa cambia", scrisse Oscar Wilde, che col carcere ebbe a che fare, per due lunghi anni. Il destino di Oscar Wilde, la sua colpa contro la "morale pubblica" forse oggi sarebbero da riscrivere: conoscere quale via abbia condotto alla privazione della libertà è forse meno rilevante al nostro sguardo, perché soggetta a cambiare con i tempi, la mentalità, i principi normativi che regolano l'amministrazione della giustizia.
Rilevantissimo è invece, proprio in questa sede, ricordare che la restrizione generò in Oscar Wilde, oltre al dolore, Poesia.
Molto si è scritto, con motivo, della Ballata del carcere di Reading: sempre ne emergono, alla lettura, il valore umano compenetrato a quello letterario. E mentre quasi tutte le pene sono comminate con una scadenza indicata, la necessità di esprimersi sublimando emozioni e sentimenti non finisce mai.
Molto c'è nell'essere umano, di creativo e spirituale, che non deve e non può smarrirsi. A questo fa riferimento il doppio valore della pena, quello evidente della punizione insieme a quello, che dobbiamo potenziare, della riabilitazione. Non negare a chi è ristretto il bene della conversazione, della scrittura, della compagnia è curare ferite che, sferrate per i motivi più diversi (non escluso l'errore), affliggono l'intero corpo sociale. Ho voluto seguire l'abitudine di credere nelle potenzialità di ogni persona, aderendo peraltro alla lezione di Colui che morendo, crocifisso come toccava ai delinquenti comuni, si rivolse con amore a un peccatore comune; Colui che, nascente, in queste pagine festeggiamo.
Al lettore cogliere, proprio dalla carta, i palpiti più intimi, le parole diverse nate da mani diverse, da menti per una volta unite nel pensiero del riscatto, di quella coscienza di essere uomo, perciò degno d'amore, che il sorriso del Bambino immancabilmente ci riporta.
E ai miei autori a attori, conosciuti in questo fecondo segmento del mio percorso, grazie. Il teatro esplica la sua funzione, non dico una novità, raggiungendo tutti e in tutti provocando cambiamenti. Possiamo aspettarcelo ora, e desiderare - con qualche speranza di vedere il desiderio realizzato - che i diversi volti della civiltà finalmente pacificati riconoscano la comune derivazione e diano uno all'altro attenzione, fiducia, carità.
Pietro Arrigoni