Presentazione Fabio Rolfi

La scelta di aderire al progetto “Natale nelle Pievi”, promosso e portato avanti da alcuni anni a cura del Direttore Artistico Pietro Arrigoni, scaturisce dal desiderio di meditazione sul ruolo e il senso che il Natale assume ai giorni nostri e nella nostra società come attualmente strutturata.
Che cosa significa dunque Natale?
Uno dei più grandi e autorevoli pensatori cattolici del XX secolo, Romano Guardini, è autore di una riflessione seria e impegnata, dalla quale si può trarre lo spunto per una risposta: “Il cristianesimo non è la religione dell’amore del prossimo, o dell’interiorità, o della personalità o di quant’altro di questo genere si possa ancora dire. Naturalmente, in tutto ciò v’è qualcosa di esatto, ma come un secondo aspetto, che acquisisce il suo senso solo quando è chiaro ciò che è primo e autentico. … Dio s’è fatto uomo, figlio di una madre umana, uno di noi…. Di questo evento parla il Natale. Questo è il suo contenuto, questo soltanto. Tutto il resto – la gioia per i doni, l’affetto della famiglia, il rinvigorirsi della luce, la guarigione dall’angustia della vita – riceve di là il suo senso.”.
La proposta, che subdolamente vuole trasformarsi in imposizione, di togliere Gesù dal Natale è insipiente e maliziosa, svuota di significato e di valore un evento profondamente radicato nel cuore della nostra gente. Se togli Gesù, si spegne la luce, quella che illumina ogni uomo, mentre le luminarie delle nostre case e delle nostre città diventerebbero pateticamente fredde e ingannevoli. Significherebbe mistificare e tradire il Natale!
Il filo conduttore affatto scontato di questa riflessione, spero condivisa dai più, è all’origine della volontà di collaborare e di partecipare attivamente al progetto “Natale nelle Pievi”, che propone iniziative con un forte contenuto motivazionale, piene di profondo significato, all’insegna del raccoglimento e della sobrietà, della gioia non esteriore, ma intima e di quei valori che stanno alla base della nostra cultura.
Il Natale, più di qualsiasi altra festa, racchiude momenti di grande forza suggestiva, che superano le dimensioni della mera ricorrenza e ne esaltano, attraverso i riti tramandati per secoli, l’atmosfera di mistero e di incanto che ne fanno l’evento più caro alla gente comune. Proprio usando il linguaggio spontaneo e diretto di questa gente, il loro, il nostro dialetto, si ricrea un legame con il passato della nostra terra, con i suoi luoghi più antichi e sacri, dove nella magica notte di Natale un’intera comunità si faceva “famiglia” e, uniti e solidali, i cuori di tutti si predisponevano alla vera gioia dell’accoglienza della “divina nascita”.
Il Natale non cambia, siamo noi a cambiare, a perdere di vista quella religiosità pura e commovente che diviene poesia nell’immagine di un “Bambino” che, ancora una volta, godrà del tenero abbraccio di una “Madre”.

Buon Natale a tutti!