Vittorio Bergamini
Ha scritto diverse commedie in dialetto, alimentando per anni l’attività del gruppo teatrale residenziale di Castelmella (Brescia) che ha fondato e sempre seguito personalmente, preferendo in anni recenti dedicarsi alla regia. Nata nell’88, la compagnia includeva tra gli attori anche un chierico, ora parroco ad Agnosine, famoso per non essere mai né immediatamente disponibile né tantomeno puntuale al richiamo dell’arte. La sua invariabile risposta “Spèta che rìe” a chi di volta in volta aveva la ventura di sollecitarlo ai doveri del palco ha finito per diventare proprio il nome, orgogliosamente condiviso, del gruppo, la cui attività è sempre strettamente collegata a quella dell’Oratorio. La produzione di Bergamini interessa più filoni: per il teatro ha portato in scena in più occasioni il mondo bassaiolo delle sue radici in alternanza con più evolute trame tutte cittadine, sempre utilizzando un linguaggio amabilmente comprensibile a tutti, fragrante del sapore del dialetto ma con qualche opportuna facilitazione nella grafia e nella pronuncia a vantaggio degli attori e della pienezza della battuta di scena. Sul versante della scrittura (è autore di 85 poesie dialettali e 300 in italiano) è attivissimo e ha predisponendo una raccolta di “Racconti del nonno” per deliziare i suoi cinque nipoti