Franca Brianza
È un’osservatrice di lungo corso e una scrittrice giovanissima: solo qualche mese fa, infatti, ha scoperto in maniera imprevedibile di avere una forte familiarità con la parola e con la pagina. Una sorta di risveglio della coscienza da parte di una persona abituata da sempre a comunicare moltissimo, nel percorso di una vita che lei stessa definisce “positivo, estremamente ricco sul piano affettivo”, nella professione dell’insegnamento, in tante relazioni vivaci che ha coltivato con fantasia e all’insegna del sorriso. E la scrittura non ha cambiato affatto questo scenario: piuttosto, è arrivata ad arricchirlo, aiutandola nella confezione di poesie che sono limpide immagini, pungenti riflessioni annotate con tempestività, sospiri di meraviglia al cospetto di un mondo che ha moltissimo da dare. Scorrerle, raccolte in “Ridòm ensèma” è un piacere impagabile, che unisce diverse età, diverse mentalità, in momenti di distensione, in cui la tenerezza e l’estro umano tornano veramente protagonisti. E ogni momento è diventato buono, per Franco, per annotare una faccia, un colore, per liberare un bel ricordo dalla polvere degli anni, tra lo sconcerto dei familiari che la vedono interrompere ogni azione (guida compresa) all’arrivo di un’idea da sviluppare e un senso che lei definisce “di gratificazione” anche per tutte le infinitesime componenti della vita che lei sente di salvare da un destino triste, strappandole all’oblio con la forza del suo amore e della sua memoria.