A tu per tu con… Liviana Alari
Al tempo dei maestri unici, moltissimi anni fa, una maestra di Brescia, più precisamente di Costalunga, lesse alla sua classe di seconda elementare alcune poesie di Angelo Canossi. Chissà se avrebbe mai immaginato di dare inizio, con questo gesto di affetto nei confronti del principale tra i protagonisti della poesia bresciana, alla storia di uno scrittrice? “In realtà - si schermisce Liviana Alari – mi sento più che altro un’insegnante. In questo ho seguito le orme di quella mia antica maestra, insegnando a mia volta italiano agli scolari della primaria per quasi quarant’anni”. Ma la bambina che ricevette un’emozione enorme dall’ascolto dei testi di Canossi ha poi scritto parecchio, anche in dialetto. Oggi vive a Serle e ha conosciuto il Natale nelle Pievi attraverso un programma televisivo, decidendo di prendervi parte là per là. “Resto del parere - dice - che il dialetto riesca a conferire un colore, un’intensità speciali ai pensieri e alla loro espressione. In questo senso trovo che la Rassegna sia una buona idea, per la sua diffusione capillare nella provincia e per la capacità di andare a risvegliare un sensibilità che si lega in maniera inestricabile ai luoghi e alla lingua delle tradizioni”. E in attesa del Natale, che dire se non quello che tutti sappiamo fin dall’infanzia, ancora bambini stregati, come nel suo racconto, dalla magia dei preparativi? Si può soltanto dire, insieme alla nostra autrice, che quella del 24 dicembre è La not piö bèla!