A tu per tu con… Anna Bietti

È presidente di un’Associazione Culturale, l’Accademia del Gàmber, e, anche in forza del suo ruolo, si sforza di proporre e dare spazio ad ogni forma d’Arte, anche la meno conosciuta, o d’avanguardia:  “un esempio – racconta - è stata l’esposizione, nel 2007, di “Mail Art” (nata negli anni ’70 negli Stati Uniti) presso la biblioteca comunale. Organizzare mostre di pittura e/o scultura è d’altra parte una mia grande passione (e non un hobby…) perché provo emozioni fortissime che cerco di trasmettere al pubblico mediante l’utilizzo di installazioni, allestimenti, e studiando percorsi che suscitino nel visitatore un poetico senso di stupore”. E oltre alle arti visive, c’è ben altro… “Scrivo da sempre” dice Anna, “ma solo negli ultimi anni ho vinto il pudore ed ho iniziato proprio con dei testi in dialetto gambarese. È così diverso, sia per la pronuncia, sia nei segni, da altri di paesi limitrofi, da spingermi ad applicarmi per scriverlo correttamente. E mi pare, usando quel dialetto, di manifestare il mio amore è per il luogo in cui vivo. Nonostante l’esperienza della scrittura, anche in lingua italiana sia ormai ben collaudata, “la mia vena – vuol precisare - si manifesta come un fiume carsico, i miei testi sono frutto di ispirazione improvvisa e imprevedibile… La mia prima partecipazione al Natale nelle Pievi è stata, infatti, casuale, con uno scritto dedicato a ricordi della mia infanzia: non pensavo affatto di essere selezionata”. E invece è diventata una presenza fissa della rassegna. Per l’edizione 2007 (con 2 testi, di cui una poesia) ha creato nuovi personaggi, tra cui un mendicante suonatore di violino che, arrivato davanti alla culla di Gesù, prega di diventare di gesso, perché quel momento non finisca mai, ed il suo desiderio viene esaudito. E il 2008? “Avevo poco tempo, tanti impegni e un testo iniziato che non mi convinceva… tutto faceva presagire che non avrei partecipato. Poi, inspiegabilmente – ricorda -  sono stata come folgorata. In poche ore (le dita sulla tastiera andavano da sole) non sapevo bene dove sarebbero arrivate è nato “Treàngel”, il mio angelo gioioso, giocoso, chiacchierone, combina guai, Artista ed anche un po’ treangól. Proprio per queste sue caratteristiche porterà a compimento la sua missione che (lo diciamo?) è quella di suscitare sorrisi e una gioia grande in chi avvicina…”.