“Natale nelle Pievi”
Quinta edizione
(2 dicembre 2009 – 6 gennaio 2010)
Il saluto del Direttore artistico, Pietro Arrigoni

Come ogni altro momento cruciale dell’esistenza umana, fin dall’antichità il parto è circonfuso di un alone di reverenza e curiosità mista a timore, ed è stato, per secoli, gestito esclusivamente da donne. Attorno all’opera e alla figura delle levatrici, donne indubbiamente un po’ speciali, la fantasia popolare ha generato un’infinità di racconti e di affascinanti credenze, non di rado sconfinanti nel territorio della magia o del soprannaturale.
Dal naturale senso di rispetto, passando attraverso la coloritura che la benevolenza popolare dona ad un’immagine che arriva ai nostri giorni ancor ben riconoscibile e individuata, è nata l’idea di porre proprio la levatrice al centro di una Rassegna che vede tra i suoi primari obiettivi la celebrazione della Natività. Il gesto di tenerezza e attenzione verso la donna che ha appena messo al mondo una nuova creatura, magnificamente colto dal Moretto (alla cui opera affidiamo il ruolo di augurio e simbolo per la manifestazione) è infine un gesto di solidarietà, d’inclusione: è la generazione del miracolo dell’esistere, cui la donna apre, schiudendo il suo corpo, una via di realtà.
Non lo fa, però, da sola: e a raccontarlo c’è il magnifico testo che Andrea Malpeli ha tessuto intrecciando i fili dell’esistenza di chi la professione dell’ostetrica l’ha vissuta ogni giorno: la levatrice non è un medico, non lo è stata mai. È piuttosto la portatrice di un sapere trasmesso da donna a donna, e le modalità di trasmissione sono state per lunghissimo tempo elementari, quasi al di qua della parola, che non serviva, o non si conosceva o risultava, come sa chi conosce il fondo delle nostre Valli, in cui i racconti s’ambientano, assai meno rilevante dello sguardo o del tocco delle dita. Un atto di riconoscimento alla figura della levatrice, garante di vita, confidente e spesso custode, accompagnando la donna dalla gravidanza al puerperio, di segreti indicibili, mi è parso dovuto, ma anche molto poetico. In generale, sorge spontanea l’umana simpatia per chi è professionalmente, e umanamente, tanto connesso al miracolo della vita.
Ho trovato nel Collegio delle Ostetriche di Brescia, nella Presidente Prof.ssa Miriam Guana, Presidente anche della Federazione Nazionale Collegi delle Ostetriche, interlocutori sensibili e attenti e sono ben felice di dedicare a quest’Ordine professionale tutto al femminile il mio saluto natalizio.
Oltre il suggestivo evento che all’interno del nostro antico Duomo vecchio vedrà in scena la magistrale rappresentazione del testo di Malpeli ad opera di Sara Venosta e Gabriella Tanfoglio, accompagnata da esecuzioni musicali, si apre per tutti una serie di appuntamenti nei quali è come sempre Natale ad essere argomento, causa, stimolo… irrinunciabile piacere di essere al mondo, in uno spirito di rinnovamento e riconciliazione.