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..söl föc na stela…
Testi di: Egidio Bonomi, Bruno Marini, Ugo Pasqui,
Alberto Rigoni, Matilde Filippini Saleri
Con:
Luciano Bertoli
Gabriella Tanfoglio
Cantante: Tiziana Morzenti
Musicista: Francesco Rizzini
Regia di Luciano Bertoli
Genere: teatro di  narrazione
Quattro racconti con interventi musicali e cantati
Durata: un’ ora  senza intervallo

Il punto d’incontro di queste cinque “storie” che vengono narrate dai due attori, è sicuramente la quotidianità.
Quanto è straordinaria l’ordinaria vita di ciascuno di noi ,nel bene e nel male.
Si sogna sicuramente leggendo un libro, davanti ad un quadro , guardando un film o uno spettacolo teatrale, ma chi di noi non ha sognato ogniqualvolta un nonno o un genitore ci ha raccontato una “storia” che , seppur frutto di fantasia , ci pareva tanto vera e credibile?
In questi racconti, ridotti rispetto alla stesura originale, di cinque autori Bresciani che affrontano con tonalità e gradazioni diverse il Natale, si ritrova il piacere di ascoltare e fantasticare.
Le dò romiglie di Alberto Rigoni
Nel tempo del Natale tutto assume un aspetto diverso ai nostri occhi e se i protagonisti si affannano a trovare nel presepio o nel pranzo la chiave di lettura dell’atmosfera natalizia, è invece la natura che ci segnala l’eccezionalità di questo tempo vestendosi magicamente a festa.
Fuga in Egitto di Ugo Pasqui
Il protagonista è travolto dalla nascita del Messia. È un mercenario arruolatosi in Galilea per addestrare i soldati di Erode ed è scosso dal gesto d’amore di Giuseppe e Maria, due persone semplici, che lo soccorrono e lo sconvolgono con il loro affetto al punto che disobbedendo agli ordini di Erode, offrirà loro protezione.
Ceco Bè di Matilde Filippini Saleri
Un anziano rimasto vedovo rivede e rivive i passaggi della sua vita felicemente trascorsa al fianco della moglie e, partendo dalla considerazione che il Natale è giorno di evento lieto trova spunto per fare alcune riflessioni anche in merito alla morte.
Kalì di Alfredo Bonomi
Raccontare la vita di un uomo di colore lontano dalle sue tradizioni, usi e riti è certamente ricordare la vita di tanti nostri parenti partiti per paesi ostici, non solo ignoti, ma è anche  ispirazione per ripensare al disagio vissuto da Giuseppe e Maria che hanno affrontato viaggi, angherie, pericoli ed emarginazione dalla nascita fino alla morte di Cristo , loro figlio
Che lűser, le stélè di Bruno Marini

È un acquarello che ha in primo piano un bimbo dimenticato ad un tavolo di osteria dal padre mentre sta giocando a carte, e sullo sfondo tutti gli elementi principali che riempiono un presepio.