Le letture proposte nell'edizione 2005 sono:


<cliccate sul titolo di vostro interesse per una breve presentazione>
rappresentate per un totale di 25 appuntamenti nei Comuni di
| Erbusco |
Pontevico |
Ghedi |
| Brescia |
Cologne |
Travagliato |
| Ome |
Bienno |
Orzinuovi |
| Cividate Camuno |
Adro |
Provaglio d'Iseo |
| Cazzago S.Martino |
Lograto |
Rudiano |
| Verolanuova |
Marcheno |
Bovezzo |
per visionare il calendario, scaricate la locandina e il pieghevole illustrativi della rassegna
Meraviglia, stupore e timore, sono sensazioni che avvolgono il momento in cui l’Angelo Gabriele annuncia a Maria che diventerà la madre del figlio di Dio. Non smette di meravigliarci l’esperienza della maternità di Maria, la cui vicenda è simile in parte a quella di tante mamme che custodiscono e danno alla luce un figlio. E proprio sull’aspetto più umano della vicenda della Annunciazione si sviluppa questa parte dello spettacolo.
Parole che fanno riflettere, ma che sanno anche far sorridere: senza divenire irriverente il linguaggio assume sfumature familiari e a tratti anche comiche. Ci si trova così dinnanzi ad un San Giuseppe comprensibilmente sorpreso nel momento in cui apprende della misteriosa gravidanza di Maria.
Racconti, poesie e frammenti biblici affrontano la solennità del Natale e dell’Annunciazione aprendo il cuore alla contemplazione del grembo materno di Maria, dove il Verbo sta, per così dire, facendosi carne ed alla contemplazione del grembo di ogni madre, dove l’uomo si forma nel silenzio e al gioioso evento della nascita.
Testi di: Achille Platto, Giuliana Bernasconi, Claudio Ascolti. Riccardo Regosa, Francesco Maggi.
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Del Natale il presepe è la prima immagine, iconografia esemplare della tradizione, paesaggi e architettura di un luogo che appartiene all'infanzia di ciascuno ed è per questo parafrasi delle memorie familiari.
Al di là del suo apparato di simboli religiosi e cristiani, il presepe è teatro antico e ingenuo, spazio di affettuosa composizione e di domestica rappresentazione del mondo, orizzonte di segni e di figure partecipato in qualche modo da tutti, anche dai non credenti, perché allegoria del paese, microcosmo di una realtà sognata più che vissuta, dove i conflitti si stemperano e vince l'armonia.
Collocato tra le pareti di una stanza semibuia, quasi sospesa nel gioco misterioso delle luci intermittenti, ovvero custodito in piccole ed eleganti bacheche o sotto campane di vetro, il presepe, sia esso colto o popolare, esteso o miniaturizzato, è essenzialmente racconto, plastica narrazione di un evento centrale che si fonda sulla costruzione di un "recinto" o spazio sacro entro il quale il tempo declinato nella ciclicità delle sue sequenze si rinnova eguale e presente.
Testi di: Giovanni Scaramella, Aldo Cibaldi,Claudio Ascolti, Giuliana Bernasconi , Simone Ghiaini, Angelo Canossi.
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Questa proposta si differenzia dalle altre perché è composta da quattro racconti monografici che affrontano l’argomento del Natale come fossero auguri intimi, da scambiarsi davanti ad un fuoco “un bosolar en gòs dè ì”.
Giacomo Scalvini ha un modo di raccontare il Natale come fosse una festa del cuore, poche luci, nessun cibo speciale, abiti e lustrini dimenticati negli armadi.
L’autore è compartecipe degli accadimenti, non si sente schiacciato dall’eccezionalità dell’evento ma parte integrante di esso.
Gli scritti sono lettere, ricordi che, pur in disordine parlano di un giorno che rimane speciale nel cuore.
Testi di: Giacomo Scalvini
Si ringrazia per la collaborazione: Mariateresa Cristiani Danieli
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