San Giosèp a tòc

Testi di: G. Bernasconi; G. Bertozzi; A. Bietti; O. Morandi
In scena: Enzo Liberato Formisano e Roberto Maggi
Musica: Cornamuse della Compagnia delle Pive di Vobarno diretta da Claudio Porretti
Regia: Enzo Liberato Formisano

Natale, la festa che dischiude il mistero di Dio che si fa uomo, ha ispirato i poeti e scrittori bresciani Bertozzi, Bernasconi, Bietti e Morandi che hanno affrontato con passione e sentimento il tema, rivestendolo con la semplicità e l’immediatezza del dialetto. La memoria, il senso di appartenenza, sono la molla che spinge ogni uomo a ricercare tra le parole in dialetto le radici proprie e quelle della collettività di cui è parte integrante. Il suono della parola bresciana, pronunciata nell’intimità della Pieve, come in un gioco di specchi riceve e dona splendore, in uno spettacolo che è una sorta di ritorno alle origini, quando l’elemento religioso, rivestito di artee cultura, apparteneva alla quotidianità di ognuno e le grandi opere erano la diretta testimonianza dei valori vissuti.