Chel Mòtom che el va gné a inciodàl... - Spettacolo dedicato a Padre Ottorino Marcolini

 

Testo: Tonino Zana
In scena: Andrea Manni
Musica: Coro Coro "Alte Cime" dell'A.N.A. di Brescia, diretto dal maestro Giuseppe Pagani
Regia: Pietro Arrigoni
Narrazione teatrale sulla figura e le opere di Padre Ottorino Marcolini

 

 

Lo spettacolo "fotografa" l'indimenticata figura di Padre Marcolini, che seppe regalare a Brescia, di cui era affezionato figlio, un sogno avverato. In 50 minuti di narrazione scenica, Andrea Manni interpreta un testo che - scaturito dall'ispirata penna di Tonino Zana - ripropone i temi della nostra storia territoriale. Il trasferimento di moltissime famiglie dalla Bassa dal lavoro delle campagne in città per il richiamo dell'apertura dell'OM e l'immediata necessità, per loro, di disporre di un'abitazione: questo il problema che si pose al prete-muratore (per l'accademia, dottore in ingegneria e matematica). Questo il problema che si pose all'uomo di fede, che rifiutò l'idea del quartiere-dormitorio, dell'anonimato di un abitare che distrugge le relazioni umane. La soluzione, condivisa da tutti i protagonisti di allora, fu la posa della prima pietra del Villaggio Violino, primo di cinque. Come ci si arrivò, rapportandosi con i Ca' Gros nelle banche, per la concessione dei finanziamenti, piuttosto che con l'amico fraterno, Sua Santità Paolo VI, è una storia che si sviluppa in scena toccando in chi assiste le corde della memoria e dell'emozione. Ideale accompagnamento dell'azione, il concerto del Coro "Alte Cime" della sezione A.N.A di Brescia, in ricordo di ciò che Padre Marcolini seppe essere anche in tempo di guerra, dai momenti delle battaglie a quello della reclusione in lager, tra commilitoni che considerava né più né meno che fratelli.

Info:
Associazione Culturale "Briganti Teatranti"
T 340.5066959
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