Edoardo Zani, classe 1968, bresciano, vive nella bassa bresciana,
o come ama dire lui, “nel meridione della provincia di Brescia”, ad Alfianello, a cinque chilometri dal confine cremonese. E questo aspetto non è per nulla secondario per quanto riguarda il dialetto perché la lingua ne ha risentito e ne risente tuttora. “Quando scrivo in dialetto sto attento agli accenti, ma a volte alcuni mi sfuggono. Mi piace essere preciso perché il dialetto è una lingua a tutti gli effetti e se non la leggi e non la scrivi non te la puoi inventare. Il dialetto bresciano muta da un capo all’altro della nostra vasta provincia; penso a quello di Lumezzane che per noi è quasi arabo con quelle esse aspirate e con quelle parole veramente originali e fantastiche coniate dalla gente del posto come ad esempio la bèhciå blö, che sarebbe l’autobus di linea blu! O il cahitù che baiòcå, l’amatissimo juke box! Chiedo perdono ai lumezzanesi se ho sbagliato a scrivere nel loro dialetto... Qui nella bassa il dialetto è legato alla terra, alle radici degli alberi che affondano nel passato, alle nebbie storiche ormai scomparse che ti entravano nelle ossa passando dal naso provando quella sensazione di umido pesante e della condensa che ti imbiancava i capelli e le sopracciglia… la nebbia, ghèbå in dialetto che significa gabbia, che ti faceva perdere la cognizione del tempo e dello spazio… Che dava quel tocco di bontà unica al salàm nostrà dèlå baså! Che dava una connotazione da racconto gotico-noir alle storie dè pórå che si narravano nelle stalle, ritrovo caldo della comunità dei nostri avi” .
E’ stato uno degli autori più giovani che hanno scritto commedie dialettali amatoriali rappresentate dalla compagnia alfianellese de Gli Scacciapensieri, da lui fondata nel 1999. Ne cura anche la regia. Ricordiamo i suoi testi: Chèste che i-è miå ròbé per vótèr, Sóm an dirètå, L’altalenå, Armomès e partì!. Ha scritto quattro testi per la rassegna Natale nelle Pievi: Le braghé róte, Na fèstå diverså, Rebus e Inglés, Auguri… senså cör. In merito a questa rassegna dice: “Le mie sono storie che si slegano dalla tradizione popolare antica legata al rito canonico natalizio; io porto in chiesa personaggi che sono in mezzo a noi, società moderna, che ha i suoi vizi e le sue virtù. Mi dà fastidio vedere che per molte persone il Natale si manifesti solo nei giorni del calendario del 24 e 25. Natale è sempre perché dobbiamo sforzarci ad essere buoni e disponibili ad aiutarci a vicenda”.
Nel 2007 a Brescia, al concorso biennale della poesia dialettale intitolato a Giovanni Scaramella, è stato insignito della menzione d’onore per la poesia dialettale dal titolo Ciao mamå.
Laureato al DAMS in teatro e drammaturgia all’Università Cattolica di Brescia, ha frequentato la scuola teatrale triennale al Teatro filodrammatico di Cremona, un corso teatrale tenuto da Sergio Mascherpa, diversi laboratori comprendenti l’improvvisazione teatrale, la maschera neutra, la maschera del teatro dell’arte ed il clown tenuti da Marcello Bartoli, attore della compagnia de I fratellini. Attore al femminile nella commedia dialettale Le tre sorelle Buffoli prodotta dalle associazioni culturali SR ed Alcesti; collabora con l’Associazione culturale Piccolo laboratorio che mette in scena cene con delitto, varie manifestazioni ed animazioni per bambini ed adulti.