Bruno Boni nasce, ultimo di quattro figli, l'otto aprile 1918 a Brescia in via Trieste 40, da Benedetto, sarto, e da Carolina Ghirardelli, casalinga che aiutava il marito nell'amministrazione della sartoria. Si diploma geometra nel 1938 rivelando spiccate doti nello studio di matematica e scienze, materie che avrà occasione di insegnare poi all'Istituto Tartaglia.
Frequenta l'oratorio della Pace dove, apprezzato portiere della squadra giovanile di calcio, acquisisce una coscienza critica nei confronti del fascismo entrando poi in ambienti di opposizione al regime. Nel 1942, insieme con altri esponenti cattolici, promuove incontri clandestini per porre le basi alla costituzione della Democrazia Cristiana. Negli anni 1943 e 44 partecipa alle riunioni del Comitato di Liberazione Nazionale clandestino con Pietro Bulloni e Lorenzo Foresti.
Sorvegliato dalla polizia repubblichina nel settembre del 1944 è arrestato e detenuto per alcuni mesi nel carcere di Canton Mombello. Compie un coraggioso ma vano tentativo di strappare alle SS tedesche e alla morte l'amico Tita Secchi. Nel 1945 rappresenta la Democrazia Cristiana nel CNL di Brescia presieduto dall'avvocato Mario Marchetti. Con le elezioni amministrative del marzo 1946 entra a far parte del Consiglio comunale in Loggia come vicesindaco di Guglielmo Ghislandi dello PSIUP, eletto nel frattempo alla Costituente. Nel 1947 assume la segreteria provinciale della DC in sostituzione dell'avvocato Albino Donati, incarico che manterrà fino al 1951. Il 16 giugno 1948 viene eletto sindaco di Brescia, incarico che manterrà per ben sei tornate amministrative e fino al giugno 1975. Il 13 dicembre 1949 sposa Anna Maria Faini che gli darà tre figli: Roberto, Franca ed Enrico. Nello stesso anno è nominato socio dell'Ateneo di Brescia.
Nell'estate del 1954 viene rieletto segretario provinciale della DC. Nel mese di luglio 1963 lascia, per incompatibilità statutaria con la carica di sindaco di città capoluogo, l'incarico di segretario della DC e viene nominato presidente del Comitato provinciale del partito fino al 1976.
Alle elezioni del giugno 1975 viene eletto in Consiglio provinciale e alla carica di Presidente che manterrà sino al 1984. Alle elezioni del maggio 1985 viene candidato all'undicesimo posto nella lista della Democrazia Cristiana ma ottiene 10.770 preferenze e la conseguente carica di Consigliere anziano in Comune. Presiederà il primo Consiglio in Loggia cedendo poi il posto di Sindaco all'avvocato Pietro Padula per assumere la carica di Presidente della Camera di Commercio sino al 1992. Nel 1993 viene nominato vicepresidente della Società Autostrade Brescia Padova di cui era già consigliere.
Muore improvvisamente il 6 febbraio 1998 e, come da sua disposizione, gli viene posto nel feretro il libro di Emanuele Severino "Oltre il linguaggio" e sulla lapide al Vantiniano, sotto il nome, viene incisa la scritta "Poeta muto".
PROGRAMMA
Lunedì 12 dicembre ore 17
Salone Vanvitelliano - Palazzo Loggia
Inaugurazione della mostra dedicata a Bruno Boni
Breve concerto del Coro di voci bianche della Città di Brescia e del Conservatorio “Luca Marenzio” diretto dal Maestro Silvio Baracco
Dal 13 dicembre 2011 al 6 gennaio 2012
Salone Vanvitelliano - Palazzo Loggia
MOSTRA FOTOGRAFICA
Curata da Franco Lucini
Bruno Boni: “Sindaco per sempre” nelle immagini di fotografi bresciani
Domenica 18 dicembre ore 18.30
Salone Vanvitelliano - Palazzo Loggia
LETTURA SCENICA DEDICATA A BRUNO BONI
Con Luciano Bertoli
Regia di Pietro Arrigoni e testo di Tonino Zana