Ispirato alla figura realmente esistita di Pì Cica, un omino muto che è stato l'ultimo campanaro di Calvisano, il monologo è la verosimile ricostruzione, attraverso i ricordi, della sua carriera di musicista del bronzo.
Un ragazzino muto e solitario, apprendista calzolaio, che viene introdotto per una coincidenza nel mondo dei suonatori di campane, dal burbero Carlì, il vecchio campanaro del paese.
L'incontro con la sua prima campana è una folgorazione, un amore a prima vista che lo avvolgerà totalmente.
Le campane diventano la sua parola e il suo canto. Lui, piccolo muto, potrà finalmente esprimersi facendo risuonare il bronzo di quegli enormi bicchieri.
Tutti, da lì in avanti, lo dovranno ascoltare.
Pi Cica e i suoi fratelli di corda, intrecciano con la vita il suono delle campane, custodi del tempo quotidiano, fedeli servitori che accompagnano, uomini e donne mentre affrontano nascite, amori e lutti, com'è stato per secoli. Gioie e dolori si mescolano ai rintocchi e al calore dei campanari, fino all'avvento del suono registrato, freddo e distante, diffuso dal gracchiare degli altoparlanti.
Chiesetta di Sant’ Antonio da Padova
Villaggio Badia - Brescia
• Ore 18 Lettura scenica: Pì cica campanér con Silvio Lazzaroni. Testo di Armando Azzini. Regia di Pietro Arrigoni