21 racconti sul Natale in dialetto bresciano.
Autori: Liviana Alari, Armando Azzini, Giuseppe Bertozzi, Anna Bietti, Pietro Simoni, Edoardo Zani, Velise Bonfante, Maria Filippini, Bruno Marini, Ugo Pasqui, Guido Omodei, Mariateresa Danieli Cristiani, Ernesto Guerini, Lorenzo Tartini, Josè Rinaldini, Regina Sozzi Mor, Maurizio Milzani, Dario Tornago, Giuliana Bernasconi.
10 Fotografie del Circolo Click di Flero
Formato: cm 13 x 20
Pag. 158
Prefazione del Vicesindaco di Brescia, Fabio Rolfi
La scelta di aderire al progetto “Natale nelle Pievi”, promosso e portato avanti da alcuni anni a cura del Direttore Artistico Pietro Arrigoni, scaturisce dal desiderio di meditazione sul ruolo e il senso che il Natale assume ai giorni nostri e nella nostra società come attualmente strutturata.
Che cosa significa dunque Natale?
Uno dei più grandi e autorevoli pensatori cattolici del XX secolo, Romano Guardini, è autore di una riflessione seria e impegnata, dalla quale si può trarre lo spunto per una risposta: “Il cristianesimo non è la religione dell’amore del prossimo, o dell’interiorità, o della personalità o di quant’altro di questo genere si possa ancora dire. Naturalmente, in tutto ciò v’è qualcosa di esatto, ma come un secondo aspetto, che acquisisce il suo senso solo quando è chiaro ciò che è primo e autentico. … Dio s’è fatto uomo, figlio di una madre umana, uno di noi…. Di questo evento parla il Natale. Questo è il suo contenuto, questo soltanto. Tutto il resto – la gioia per i doni, l’affetto della famiglia, il rinvigorirsi della luce, la guarigione dall’angustia della vita – riceve di là il suo senso.”.
La proposta, che subdolamente vuole trasformarsi in imposizione, di togliere Gesù dal Natale è insipiente e maliziosa, svuota di significato e di valore un evento profondamente radicato nel cuore della nostra gente. Se togli Gesù, si spegne la luce, quella che illumina ogni uomo, mentre le luminarie delle nostre case e delle nostre città diventerebbero pateticamente fredde e ingannevoli. Significherebbe mistificare e tradire il Natale!
Il filo conduttore affatto scontato di questa riflessione, spero condivisa dai più, è all’origine della volontà di collaborare e di partecipare attivamente al progetto “Natale nelle Pievi”, che propone iniziative con un forte contenuto motivazionale, piene di profondo significato, all’insegna del raccoglimento e della sobrietà, della gioia non esteriore, ma intima e di quei valori che stanno alla base della nostra cultura.
Il Natale, più di qualsiasi altra festa, racchiude momenti di grande forza suggestiva, che superano le dimensioni della mera ricorrenza e ne esaltano, attraverso i riti tramandati per secoli, l’atmosfera di mistero e di incanto che ne fanno l’evento più caro alla gente comune. Proprio usando il linguaggio spontaneo e diretto di questa gente, il loro, il nostro dialetto, si ricrea un legame con il passato della nostra terra, con i suoi luoghi più antichi e sacri, dove nella magica notte di Natale un’intera comunità si faceva “famiglia” e, uniti e solidali, i cuori di tutti si predisponevano alla vera gioia dell’accoglienza della “divina nascita”.
Il Natale non cambia, siamo noi a cambiare, a perdere di vista quella religiosità pura e commovente che diviene poesia nell’immagine di un “Bambino” che, ancora una volta, godrà del tenero abbraccio di una “Madre”.
Buon Natale a tutti!